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Questo tentacolare genere urbano nacque nella città di New York tra la fine degli anni 50 e l'inizio degli anni 60 del novecento in seguito all'inevitabile incontro e fusione di alcuni elementi ritmici afro-americani tratti dal R&B (rhythm and blues) e dal soul con altre componenti giunte dalla sfera musicale latina, quali il son montuno ed il mambo. Gli artefici di questo fenomeno musicale furono le nuove generazione di americani presenti in alcuni quartieri della “Grande Mela”, dunque afro-americani, portoricani oramai divenuti newyoricans oltre ad alcuni giovani musicisti cubani e dominicani, i quali si servivano di una serie di strumenti che spaziavano dal pianoforte, le trombe, i tromboni, il basso elettrico o chitarra basso, il contrabbasso, il sassofono alla conga, il bongó, il güiro, i timbales ed utilizzavano la lingua inglese (slang newyorkese compreso) per la struttura corale dei brani. Fu in questo modo che durante gli anni in cui il genere noto come “boogaloo” od anche “latin boogaloo”, “bugalú”, “latin R&B”, “shing-a-ling” imperava nelle classifiche americane molti musicisti emergenti poterono deliziare la scena attraverso una serie interessante di composizioni quali; “I Like It Like That”(Pete Rodriguez-1966), “Micaela”(Pete Rodriguez-1967), “Boogaloo Blues”(Johnny Colón-1967), “Use It Before You Loose It”(Bobby Valentin-1968). A questi si unirono, nel contempo, alcuni affermati artisti del panorama latino newyorkese, i quali incisero diversi brani legati a questo ritmo fra cui appaiono le trascinanti “Bang Bang”(Joe Cuba Sextet-1966), “Panama's Boogaloo”(Charlie Palmieri-1968), “Hit the Bongo”(Tito Puente- 1970). Detti capolavori musicali letti in chiave boogaloo, nel suo complesso, conferirono a questo popolare genere una qualità sonora di enorme valore, la quale, pose in seguito le base per l'introduzione di quel fenomeno “socio-musicale” che il mondo intero avrebbe conosciuto con il nome di Salsa.

Latin Boogaloo

Questo affascinante genere fonda le sue origini negli anni quaranta del novecento attraverso il vicendevole apporto musicale di alcuni leggen- dari esponenti della musica latinoamericana e varie personalità artistiche del panorama jazz dell'epoca, le quali incominciarono ad introdur- re frammenti di musica afro cubana all'interno delle sequenze jazz e/o ad eseguire brani di musica afro-cubana usando strumenti pretta- mente legati al mondo del jazz ed alcuni stru- menti di percussione di origine afro-cubana come il bongó e la conga. Fu in questo frangente storico che vennero dati alla luce una molteplicità di capolavori musicali nei quali fu ed è possibile cogliere il concetto e la essenza stessa del “latin jazz”, fra questi vi sono; “Cubano Be Cubano Bop”(1947) nonché “Manteca”(1947) eseguiti dai leggendari Dizzy Gillespie, George Russell, Chano Pozo, Machito ed altri. Ed infine, “Tanga”(1951) composto dallo straordinario Mario Bauza ed eseguito magistralmente da parte dell'orchestra di Machito & His Afro Cubans.

Latin Jazz

This musical genre marked out by a great sense of rhythm arose in the eastern side of Cuba about the end of the nineteenth century as derived from Cuban Son. The historical “Son Montuno” born in Santiago, spread in Havana and Matanzas around 1909 where its original rhythm was subjected to great changes due to the first contacts with rumba. This historical rhythm represents the perfect mix between the pleasing and mystical European and African melodies: from this strong union pours out a new language typical of Cuba whose success consists in the special intensity of the execution, in the perfect demonstration of talent and harmony as well as in those capacities of improvisation that artists of this musical genre succeed in their performances. In this perspective the Cuban musician Arsenio Rodriguez defined, introduced and developed a musical style in which his special combination showed a perfect “montuno" (dialogue between soloist and choral voices), a superb use of the conga and the bell together with a precious accentuation of “Tres” (a guitar with three strings ) and of trumpets. At a later stage the strengthened rhythmic formulation of “Son Montuno” was enriched by the contributions of the famous director Benny Moré who spiced this genre with new and fascinating elements derived from bolero, guaracha and mambo. Nowadays it is possible to assist at an infinity of fusions and uses of “Son” as well as “Son Montuno” nearby and inside the different musical sequences of jazz, hip-hop and Latin-pop: among these, we can include the excellent compositions of bands as Orishas (537 C.U.B.A) and Yerba Buena (Guajira I love U 2 Much).

Bachata

Questo armonico e nostalgico genere trova le sue origini nelle sequenze ritmiche del bolero, il bolero son, il son cubano, il cha cha cha ed il merengue i quali incontrarono negli anni 30, 40 e 50 del novecento una immensa popolarità nella zona caraibica del centroamerica ispanofono e dai quali alcuni memorabili musicisti dominicani quali José Manuel Calderón, Inocencio Cruz e Rafael Encarnación trassero ispirazione per la creazione ed elaborazione di una nuova espressione musicale prettamente dominicana a decorrere dagli anni sessanta del secolo scorso. Fu in questa maniera che intorno al 1962 la Bachata(vocabolo originariamente usato in Cuba ed in seguito in Porto Rico per definire una situazione festosa nella la lingua spagnola) vide la sua nascita attraverso le composizioni “Borracho de Amor”(ebro d'amore) e “Condena” (condanna) le quali furono sublimemente interpretate da parte di José Manuel Calderón il quale è considerato da molti come il padre di quel genere che assunse la sapiente esecuzione del “bongó” tratto dal Son Cubano, sostituì le “maracas” tratte dal Bolero con la “güira” (strumento di percussione dominicano) e che dallo stesso Bolero inserì le alternanze ritmiche delle chitarre tipiche dei brani suonati da parte dei terzetti di quel periodo. Non fu un caso se in un primo momento la “Bachata” venne denominata “Bolerito de guitarra”(piccolo bolero di chitarra). Il carattere malinconico e mesto di cui furono investiti ad allora i brani di “Bachata” fecero che il genere fosse definito come “musica del amargue” (musica della amarezza) ed in principio venisse relegato alle classi sociali più povere della Repubblica Dominicana. Tale condizione fu successivamente modificata grazie all'estro di alcuni grandi compositori dell'epoca, fra cui Luis Segura con il brano “Pena Por Ti”(1982) nonché con il supporto e diffusione radiofonica esclusiva del genere da parte della emittente “Radio Guarachita”. A questo contesto si sono aggiunti nel corso degli anni una straordinaria schiera di compositori e musicisti del calibro di Mélida Rodríguez, Leonardo Paniagua, Victor Victor, Luis Dias oltre al mondialmente noto Juan Luis Guerra che intorno al 1990 condusse il genere oltre i confini della Repubblica Dominicana grazie all'indiscusso successo dell'album “Bachata Rosa”. Ai giorni nostri la “Bachata” ha incontrato infine una serie di variazioni nella propria metrica musicale e nei suoi contenuti vocali, le quali, hanno conferito al genere una maggiore prospettiva ed associazione con altri generi quali il Tango, il Blues nonché con il Jazz.

Pachanga

Salsa

Guajira

La memorabile “Pachanga” acquista ufficialmente la denominazione di genere musicale intorno al 1959, anno in cui il musicista cubano Eduardo Davidsón insieme alla “Orquesta Sublime” diedero vita al brano “La Pachanga” la cui fusione di “son montuno” e “merengue” riscosse un successo pressoché immediato nei saloni di ballo dell'Avana. Negli anni a venire l'affermazione del nuovo genere varcò le frontiere cubane e si estese su tutta l'area caraibica raggiungendo ben presto gli Stati Uniti. Parallelamente all'espansione della “Pachanga” si aggiunse l'apparizione di una vasta gamma di aggruppamenti cubani ed esteri i quali inserirono, all'interno di questa varietà musicale, sezioni ritmiche inedite. Fra questi storici complessi ed orchestre noti nel panorama artistico latinoamericano con l'appellativo di “Charangas” vi furono; José Fajardo Y Sus Estrellas di cui è possibile elencare i brani “Alegre Pachanga”(1963) e “Vamonos Pal Uno” (1975), l'intramontabile Ray Barretto e la sua Charanga Moderna di cui possiamo ricordare la sbalorditiva esecuzione di “Jazz Pachanga”(1961) nella quale si fondono le tradizionali sonorità della pachanga con alcune cadenze ritmiche giunte dal jazz afro-americano ed il brano “Más Pachanga” (1963) in cui il genere viene letto nella sua originale struttura musicale. Altri abbinamenti sonori degni di nota furono quelli che tra il 1960 ed il 1962 sono apparsi negli album “Pachanga Con Cha Cha Cha” e “Randy Carlos Et Son Orchestre” di Randy Carlos in cui è percepibile l'alternanza ritmica tra il genere “Cha Cha Cha” e la “Pachanga” all'interno del brano “Cha Cha Cha Con Pachanga” e/o “Cha Cha Con Pachanga”.

Questo popolare genere musicale nacque ufficialmente negli sessanta nella città di New York(USA) come frutto della fusione di alcuni ritmi di origine afrocubana quali; il son montuno, la rumba, la guaracha, la guajira, il guaguancó, il mambo, il cha cha cha e la pachanga con altri diversi elementi ritmici appartenenti alla musica nordamericana fra i quali spiccano il twist, il jazz, il blues, il soul, il bee bop ed il boogaloo. La Salsa, in qualità di genere musicale, è caratterizzata dall'utilizzo della “clave de son 3/2” nonché da una lunga schiera di strumenti di percussione afrocubani, fra questi appaiono il bongó, la conga, il timbal, il cencerro, il güiro cubano e le maracas le cui sonorità sono sapientemente abbinate ad alcuni strumenti di origine europea quali il contrabbasso, il piano e/o pianoforte, i tromboni, le trombe, il sassofono, il flauto ed il violino. Questa mistura ritmica è percepibile in alcuni leggendari brani, quali; “Descarga Fania” e “Ponte Duro” i quali furono eseguiti dal vivo da parte della Fania All Stars nel 1971 presso il Cheetah Club di New York.

Questo affascinante seppur malinconico genere vide le sue prime luci nella regione spagnola di Andalusia intorno alla fine del XVIII secolo dove l'originaria chiave ritmica della allora “Guajira Flamenca” acquisì una certa popolarità. Negli anni a seguire le nozioni ritmiche della “Guajira Flamenca” approdarono nell'area caraibica del centro america influenzando in particolar modo la regione orientale dell'isola di Cuba dove, verso la fine del XIX, dette nozioni furono amalgamate alle tonalità esistenti nel territorio cubano. Il frutto musicale di questa fusione assunse il solo nome di “Guajira”. Nel corso della storia l'oramai “Guajira” cubana subì diverse variazioni nella sua struttura melodica, armonica e ritmica seppure i suoi canti cadenzati e poetici in forma di décima, rimasti intatti nel suo schema originale, fossero incentrati in prevalenza su storie di “vida campesina” vita contadina nonché d'amore. In seguito, l'inevitabile evoluzione dei generi musicali presenti ad allora in terra cubana fecero fondere questo ritmo con il “Son” dal cui abbinamento prese vita la “Guajira-Son”. Altri storici contributi giunti in favore della “Guajira” furono quelli di cui l'eterno ed illustre chitarrista e compositore Guillermo Portabales fu protagonista attraverso la creazione negli anni trenta del novecento della nota “Guajira De Salón” la cui combinazione di elementi tratti dal “Bolero”, il “Son” e la “Guaracha” diedero una percezione più soave ed elegante al genere “Guajira” nel suo complesso. L'incontro di queste particolarità storico- musicali con altre realtà sociali e ritmiche più moderne offrirono ad una lunga schiera di mucisicti diversi spunti sonori con cui fondere ulteriormente l'immortale “Guajira”, fra questi vi sono; il pianista Luis Varona con il brano “Ven Pa' La Loma”(1957), Ray Barretto con il brano “Rareza En Guajira”(1966) nonché Johnny Ventura Y Su Combo con il brano “Guajira Con Soul”(1968).

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[Bolero - Maurice Ravel (1928)]